Wingsuit: quando e come cominciare senza farsi male

Wingsuit: quando e come cominciare senza farsi male

Per iniziare a volare in wingsuit in Italia servono almeno 200 lanci documentati nel logbook, una CS Wingsuit rilasciata da ENAC e il completamento di un First Flight Course (FFC) con istruttore qualificato. Il numero minimo di lanci è un punto di partenza, non un traguardo: la qualità dell'esperienza conta quanto la quantità.

🤖 AI-assistedValerio CasiniDiscipline & performance· 4,500 lanci· · 9 min di lettura

C'è un momento preciso, nella carriera di ogni paracadutista, in cui la tuta alare smette di essere 'quella roba strana che fanno gli altri' e diventa un'ossessione. Di solito succede guardando qualcuno in exit: la vela non si è ancora aperta e loro stanno già volando, orizzontali, silenziosi, con una superficie alare cucita addosso. Io ho avuto quel momento a Empuriabrava, intorno ai miei 300 lanci. Guardavo un gruppo di wingsuiter uscire dal Twin Otter e pensavo: quando tocca a me?

La risposta onesta è: non quando pensi tu. E questo articolo è scritto esattamente per spiegarti perché — e per darti una mappa seria di come arrivarci.

I requisiti: 200 lanci sono il pavimento, non il soffitto

Il regolamento ENAC disciplina la wingsuit come Tecnica Speciale (CS), con requisiti specifici che vanno verificati nella versione aggiornata del regolamento vigente. Il riferimento di mercato internazionale — e quello che le scuole serie applicano — parla tipicamente di un minimo di 200 lanci documentati nella maggior parte delle scuole, anche se il numero normativo va sempre verificato nel regolamento ENAC vigente, di cui una parte consistente in caduta libera con buon controllo del corpo.

Ma attenzione: 200 lanci non sono un lasciapassare automatico. Sono il numero sotto cui nessun istruttore serio ti metterà una tuta addosso. Il numero sopra cui si inizia a ragionare. La differenza è sottile ma sostanziale.

Cosa guarda davvero un istruttore wingsuit prima di dirti sì? Guarda come voli. Guarda se sei stabile in boxman, se sai gestire uno spin senza perdere quota mentale, se il tuo pull è pulito e automatico. Guarda se hai esperienza di tracking e di angle flying — perché la wingsuit è, in fondo, un tracking estremo con un'ala cucita addosso. Guarda il tuo logbook non per contare le pagine, ma per capire cosa hai fatto con quei lanci.

Ho visto paracadutisti con 400 lanci che non erano pronti. E ho visto rari casi con 200 lanci solidi, fatti in posti diversi, con discipline diverse, che erano pronti. Il logbook racconta una storia: assicurati che la tua storia abbia senso.

La CS Wingsuit ENAC: cosa serve sul piano normativo

In Italia, per volare in wingsuit nell'ambito dell'attività brevettata, è necessario ottenere la Certificazione di Tecnica Speciale (CS) Wingsuit annotata sulla propria licenza ENAC. Non si tratta di una 'licenza D' o di un livello FAI/USPA: è un'abilitazione specifica del regolamento italiano, che si aggiunge alla licenza unica di paracadutista.

I requisiti precisi — numero di lanci, tipologia di esperienza richiesta, modalità d'esame — sono definiti nel Regolamento ENAC sulle Licenze di Paracadutismo: ti invito a verificare la versione aggiornata direttamente su enac.gov.it o presso la tua scuola di paracadutismo certificata ENAC. I numeri cambiano con le revisioni regolamentari e citarli a memoria è il modo più rapido per diffondere informazioni sbagliate.

Quello che non cambia è la logica: ENAC richiede che tu abbia un'esperienza documentata sufficiente e che tu abbia completato un percorso formativo riconosciuto. Il First Flight Course è la spina dorsale di quel percorso.

Il First Flight Course: cosa succede davvero in quei due giorni

Il FFC — First Flight Course è il rito di passaggio. Due giorni, in genere, con un istruttore wingsuit certificato. Non è un corso dove ti insegnano a volare: è un corso dove ti insegnano a sopravvivere ai primi lanci in wingsuit e a costruire una base tecnica corretta da cui poi sviluppare tutto il resto.

Il programma standard prevede:

  • Teoria a terra: aerodinamica della tuta, effetti dell'ala sul corpo, gestione dell'exit, procedure di emergenza specifiche per wingsuit (e sono diverse da quelle in boxman — ci torneremo).
  • Simulazioni a terra: exit dalla porta, posizione di volo, come aprire le braccia in sequenza senza perdere stabilità, come preparare il pull in anticipo.
  • Lanci progressivi: il primo volo in una suit piccola, con l'istruttore in formazione o in sorveglianza ravvicinata. Quota alta, pull alto, nessuna acrobazia. Si vola dritti, si monitora la quota, si apre.

Il FFC non è un optional. Non esiste 'mi metto una tuta di un amico e ci provo'. O meglio: esiste, ma è il modo più rapido per diventare una statistica.

Suit progression: la regola che nessuno vuole sentire

La suit progression è il principio per cui si inizia con una tuta piccola e si cresce gradualmente verso superfici alari più grandi. È la regola più ignorata nel wingsuit — e quella che causa più incidenti.

La logica è semplice quanto brutale: una tuta grande amplifica tutto. Amplifica le prestazioni, certo. Ma amplifica anche gli errori. Una transizione mal gestita che in una suit piccola ti costa qualche metro di quota, in una suit grande può costarti l'altezza di apertura.

La progressione tipica segue questo schema generale (le soglie di lanci in suit vanno verificate con il tuo istruttore e il regolamento vigente):

  • Suit entry-level / beginner: le prime decine di lanci in wingsuit. Superficie alare contenuta, glide ratio moderato, comportamento prevedibile. Qui si impara a volare, non a stupire.
  • Suit intermediate: quando hai familiarità con i fondamentali — exit stabile, tracking controllato, pull pulito e automatico — si può passare a una suit con più superficie. Mai prima.
  • Suit avanzate / performance: acrobatics, proximity, flocking ad alta velocità. Questo è territorio per chi ha centinaia di lanci in suit, non centinaia di lanci totali.

Durante un camp di freefly, capita di vedere paracadutisti con circa 600 lanci totali presentarsi con una suit da performance comprata online. L'istruttore li ferma prima dell'imbarco. Non era crudeltà: era rispetto per la sua vita.

Gli incidenti tipici: cosa va storto e perché

Il wingsuit ha una curva di apprendimento che assomiglia a quella di molti sport tecnici: piatta all'inizio (sembra facile), poi con un plateau pericoloso in cui ci si sente competenti prima di esserlo davvero. Gli incidenti si concentrano in due zone della curva: i primissimi lanci (per impreparazione) e la fase intermedia (per eccesso di fiducia).

Gli scenari più frequenti:

  • Pull instabile o ritardato: la wingsuit cambia la geometria del corpo e l'accesso alla maniglia principale. Chi non ha praticato il pull in simulazione a terra si trova a cercarlo con le braccia parzialmente bloccate dall'ala. Il risultato è un pull basso, lento o mancato.
  • Exit instabile: uscire dall'aereo con una tuta alare richiede tecnica specifica. Un exit sbagliato può mandare il paracadutista in spin o in backslide violento a pochi secondi dall'uscita, con quota che scende veloce.
  • Collisione in formazione: il wingsuit vola più veloce e su traiettorie più ampie rispetto al freefly classico. La separazione in break-off è critica e va pianificata con precisione chirurgica.
  • Apertura in posizione non ottimale: la vela si comporta diversamente se aperta in volo planato anziché in posizione neutra. Hard opening, malfunzionamenti parziali e line twist sono più frequenti nei primi lanci se la tecnica di pull non è corretta.
  • Low pull in proximity: questo è il territorio degli incidenti gravi nel wingsuit BASE e nel wingsuit proximity. Non è il tuo problema ai primi lanci in DZ — ma è utile sapere dove porta la strada se si saltano i gradini.

Le scuole in Europa: dove andare a fare il FFC

In Europa esistono alcune dropzone e istruttori di riferimento per il wingsuit. Non faccio classifiche — il panorama cambia, gli istruttori si spostano, i camp si organizzano stagionalmente — ma posso darti i parametri per scegliere bene.

Empuriabrava (Girona, Spagna) è considerata una delle DZ di riferimento in Europa per volume di lanci e varietà di discipline. Ci sono istruttori wingsuit di livello internazionale, aerei grandi, logistica rodata. Ho fatto lì alcuni dei miei lanci più formativi e la qualità media dell'insegnamento è alta. Per un FFC, è una delle mie prime raccomandazioni.

Skydive Arizona (Eloy, AZ) è un capitolo a parte: non è Europa, ma è considerata da molti la mecca del wingsuit mondiale per volume e qualità degli istruttori. Se hai la possibilità di andarci per un camp invernale, fallo. L'ambiente ti cambia la prospettiva sul volo.

In Italia, alcune scuole certificate ENAC offrono corsi FFC o hanno istruttori qualificati: verifica che l'istruttore abbia esperienza documentata in wingsuit e che il corso segua un curriculum strutturato, non un'uscita improvvisata. Chiedi il curriculum dell'istruttore, chiedi quanti FFC ha condotto, chiedi riferimenti. Un buon istruttore non si offende per queste domande.

Il criterio principale per scegliere non è la DZ più famosa: è l'istruttore giusto. Un istruttore wingsuit serio ti farà domande scomode sul tuo logbook prima ancora di parlarti del corso. Se non lo fa, cercane un altro.

Un'ultima cosa prima di comprare la tuta

Con migliaia di lanci alle spalle, la Licenza ENAC e dropzone come Arizona, Dubai ed Empuriabrava nel curriculum, quando mi chiedono 'quando posso iniziare con la wingsuit?', la mia risposta è sempre la stessa: quando hai abbastanza lanci di qualità da permetterti di sbagliare e correggere, non da permetterti di sbagliare e sperare.

La wingsuit è una delle esperienze più belle che il paracadutismo offre. Il volo planato, la sensazione di avere un'ala vera addosso, il silenzio relativo rispetto al freefly — è una dimensione diversa. Ma è una dimensione che richiede rispetto.

500 lanci non sono 50. E 200 lanci non sono 500. Ogni soglia ha un senso, e quel senso lo capisci solo se hai vissuto la progressione senza bruciare i gradini.

Compra la tuta dopo il FFC, non prima. Fai il FFC dopo aver raggiunto i requisiti, non prima. E scegli un istruttore che ti dica no quando è il momento di dirtelo — perché quel no vale più di qualsiasi sì prematuro.

DOMANDE FREQUENTI

Quanti lanci servono per iniziare con la wingsuit in Italia?
Il riferimento standard è un minimo di 200 lanci documentati nel logbook, ma il regolamento ENAC definisce i requisiti precisi per la CS Wingsuit: verifica la versione aggiornata su enac.gov.it o presso la tua scuola certificata ENAC. Il numero minimo è un pavimento, non una garanzia: la qualità e la varietà dell'esperienza contano quanto la quantità.
Cos'è il First Flight Course (FFC) e chi può farlo?
Il FFC è il corso obbligatorio per iniziare a volare in wingsuit, condotto da un istruttore qualificato. Prevede teoria aerodinamica, simulazioni a terra e lanci progressivi con una suit entry-level. Può accedervi chi ha raggiunto i requisiti minimi di lanci e ha una base tecnica solida in caduta libera. Non esiste alternativa valida al FFC per iniziare in sicurezza.
Posso usare la wingsuit di un amico per i primi lanci senza fare il corso?
No. Oltre a essere una scelta tecnicamente pericolosa — la wingsuit modifica profondamente la geometria del corpo, l'accesso alla maniglia e le procedure di emergenza — non ti consente di ottenere la CS Wingsuit ENAC richiesta per l'attività brevettata. Il FFC con istruttore certificato è il percorso corretto, senza scorciatoie.
Cosa si intende per suit progression?
La suit progression è il principio per cui si inizia con una tuta alare piccola (superficie ridotta, comportamento prevedibile) e si cresce gradualmente verso suit con maggiore superficie alare man mano che si acquisisce esperienza specifica in wingsuit. Saltare la progressione — passare subito a una suit grande o da performance — è una delle cause più frequenti di incidenti nel wingsuit.
Dove fare il FFC in Europa?
Empuriabrava (Spagna) è una delle dropzone di riferimento in Europa per volume e qualità degli istruttori wingsuit. In Italia alcune scuole certificate ENAC offrono FFC con istruttori qualificati. Il criterio principale è scegliere un istruttore con esperienza documentata e un curriculum strutturato, non la dropzone più famosa in assoluto.
La wingsuit richiede una certificazione specifica in Italia?
Sì. In Italia la wingsuit è disciplinata come Tecnica Speciale (CS) dal regolamento ENAC. Per volare in wingsuit nell'ambito dell'attività brevettata è necessario ottenere la CS Wingsuit annotata sulla propria licenza ENAC. I requisiti specifici vanno verificati nel regolamento vigente su enac.gov.it o presso la scuola certificata ENAC di riferimento.

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